EMOZIONI IN FAMIGLIA

Alcune volte espresse fortemente, altre volte, invece, tenute sotto controllo, le emozioni rappresentano forse la parte più complessa dell’essere umano e fin dall’infanzia la loro gestione si rivela fondamentale per uno sviluppo sano e sereno; la loro complessità però fa sì che nei bambini siano un’area nella quale l’educazione e l’intervento da parte dei genitori può fare la differenza.

Vediamo perciò insieme cosa sono le emozioni e in che modo mamma e papà possono favorire nel loro figlio un buon sviluppo emotivo. 

Cosa sono le emozioni?

Segnali di cambiamento, interno o esterno, soggettivamente percepito come importante: sono le emozioni che comunicano quando c’è qualcosa che mi crea malessere, e sono sempre le emozioni che informano di un cambiamento nella situazione esterna. 

Sebbene si possano individuare molteplici stati emotivi (con relative molteplici sfumature), è possibile individuare sei emozioni di base; queste sei emozioni sono la rabbia, la paura, il disgusto, la sorpresa, la gioia e la tristezza. 

Queste emozioni sono definite primarie perché presenti fin dalla nascita e universalmente riconosciute (Ekman, fine anni ’50).

L’Abilità Emozionale nei bambini

La capacità di Regolazione Emotiva è alla base di un sano sviluppo (non solo emotivo): se fin dalla nascita il bambino possiede già le sei emozioni di base, non è però in grado di riconoscerle, di esprimerle in modo adeguato, di decidere se e come condividerle e di regolarle; tale capacità viene appresa con la crescita e con l’intervento dei genitori, che si rivela fondamentale per lo sviluppo della capacità emozionale del proprio figlio. 

Imparando a gestire le proprie emozioni, il bambino avrà maggiori risorse, da adulto, per reagire alle avversità.

Bambini “emotivamente mal – educati”

Bambini, e in futuro adulti, non in grado di descrivere ciò che provano (“sto male”), che parlano con difficoltà dei propri stati emotivi (“va sempre tutto bene”), che non chiedono aiuto quando stanno male, che esprimono le proprie emozioni con modalità inopportune (urlando, aggredendo, isolandosi).

Per favorire lo sviluppo di una buona capacità di Regolazione Emotiva, è fondamentale che i genitori dedichino tempo e spazio allo sviluppo emotivo dei propri figli: la stessa attenzione che viene dedicata allo sviluppo del linguaggio e a quello motorio. 

Cosa possono fare i genitori

* Nominate le emozioni: se so cosa provo, so come gestirlo; diventa quindi utile far conoscere al bambino cosa state provando in quel momento (“la mamma è arrabbiata con te perché ti sei comportato male” – “Vedo che oggi sei molto felice”) e “giocate”insieme, con l’aiuto di immagini di volti, a riconoscere le diverse emozioni. 

*Non colpevolizzare: non è sbagliata l’emozione, semmai è il modo in cui la si esprime che può essere cambiato; non prendetevela con i vostri figli se sono arrabbiati per qualcosa oppure quando sono gelosi del fratellino: riconoscetegli il diritto ad essere gelosi e dedicategli tempo, ma non giustificateli se esprimono la gelosia con capricci o comportamenti non adeguati. 

*Lasciate che il bambino sperimenti le emozioni spiacevoli: la tristezza o la paura non devono diventare un tabù in famiglia che il bambino impara ad evitare, ma possono essere “trattate” come qualsiasi altra emozione. Un bambino che ritiene non ci sia nessuno con cui confidarsi è un bambino a rischio. 

Lo sviluppo emotivo dei bambini rientra dunque in una delle (grosse) responsabilità che i genitori hanno e che coltivano a partire dal proprio esempio: se un bambino vede che la mamma e il papà sono in grado di manifestare e gestire adeguatamente i propri stati emotivi, impara che queste emozioni non fanno paura ma possono essere tollerate, anche da lui stesso. 

C.

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