Pensavo che l’amore fosse una sorta di vuoto, e capii allora la fame che sentivo, e non dovevo chiamarla solitudine.
Il 15 marzo ricorre la giornata nazionale dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) che ancora oggi sono una delle cause di morte più ricorrenti nella fascia d’età adolescenziale, con numeri impressionanti: 1 caso ogni 200 – 300 persone per l’Anoressia Nervosa ed 1 ogni 50 – 100 persone per la Bulimia Nervosa con un’età di rischio che si aggira intorno ai 15 – 25 anni e che nel 95,9 % dei casi riguarda le donne.
Vecchi Disturbi Alimentari

Anoressia Nervosa: Rifiuto di assumere cibo in relazione alle necessità, che porta a un peso corporeo significativamente basso, accompagnato da un’intensa paura di aumentare di peso e diventare grassi; la perdita di peso può essere ottenuta con la dieta, il digiuno o attraverso attività fisica eccessiva, ma anche ricorrendo a lassativi e diuretici.
Bulimia Nervosa: ricorrenti episodi di abbuffata dopo la quale seguono comportamenti di compensazione per prevenire l’aumento di peso (vomito auto indotto, digiuno, uso di lassativi ed attività fisica intensa); l’episodio di abbuffata è caratterizzata da una totale perdita di controllo.
Binge Eating: episodi di abbuffata ai quali si uniscono comportamenti come il mangiare velocemente grandi quantità di cibo esperendo sensi di colpa o disgusto verso se stessi per ciò che si è appena fatto; mancano, in questo caso, condotte di compensazione per evitare l’aumento di peso.
Anoressia, Bulimia e Binge Eating sono i DCA che vengono identificati come le principali patologie del comportamento alimentare in ambito psichiatrico.
Ma si sa, anche la patologia evolve, come la società.
Nuovi Disturbi Alimentari

Ortoressia: costante attenzione al desiderio di purezza e benessere che porta la persona a trascorrere anche 3-4 ore al giorno a pensare a quali cibi scegliere, come prepararli e come consumarli, in un’ottica di perfezione che può non corrispondere a ciò che piace realmente.
Vigoressia: Preoccupazione ossessiva per l’aspetto fisico e desiderio di modificarlo aspirando alla perfezione, ricorrendo ad attività sportiva praticata oltre i limiti imposti da stanchezza, noia e sforzo.
Ciò che caratterizza tutti i DCA è l’attenzione alla qualità o quantità del cibo che prevale sulle relazioni sociali, lavorative ed affettive: quello a cui pensa sempre, solo e soltanto la persona è il cibo in relazione al proprio peso e all’immagine di sé.
Per quanto la società odierna possa favorire l’importanza data ad una specifica forma fisica, ricondurre lo sviluppo di questi disturbi ad un semplice effetto “della moda o dei Mass Media”, implica il non riconoscimento della sofferenza e del reale significato che essi hanno.

La sintomatologia si rivela essere un comportamento intelligente messo in atto per manifestare un disagio famigliare: il DCA non è mai solo affare del paziente ma è un tentativo di far fronte ad un disequilibrio che coinvolge tutta la famiglia.
Pertanto il trattamento d’elezione è la terapia famigliare o comunque una terapia individuale che consideri prevalentemente il ruolo del paziente in famiglia e le dinamiche che la caratterizzano.
C.
La citazione iniziale proviene dalla canzone Hunger di Florence and the Machine.
