Nessuno è libero se non è padrone di se stesso
Il Diabete di tipo 1 è una patologia autoimmune e cronica: il sistema immunitario distrugge le cellule del pancreas, impedendo la produzione di insulina, ormone necessario alla digestione degli zuccheri.

Chi è affetto da Diabete di tipo 1 rischia, in qualsiasi momento del giorno e della notte, di andare incontro a iperglicemia (elevata concentrazione di zuccheri nel sangue) oppure a ipoglicemia (bassa concentrazione di zuccheri nel sangue); se la prima si manifesta con sete eccessiva, aumento della fame accompagnato da calo ponderale ed aumento del volume delle urine, le crisi ipoglicemiche comportano sintomi come sudorazione, anedonia, tremore ma posso raggiungere anche elevati livelli di gravità che causano coma e morte.

L’impossibilità di produrre insulina, pone le persone con Diabete tp 1 nella condizione di assumerla attraverso iniezioni (le famose “penne”) oppure attraverso l’utilizzo di microinfusori; in entrambi i casi il valore di glicemia è misurato tramite l’applicazione sulla pelle di un sensore.
Se dunque, da un punto di vista fisico, il Diabete espone la persona ad un rischio costante di complicanze anche mortali, da un punto di vista psicologico, investe il paziente ed i caregiver della responsabilità di gestire la propria cura. Sono infatti loro a dover conteggiare la quantità di carboidrati assunti ogni volta, così da inserire il valore corretto nel microinfusore, sono loro a valutare se è il caso oppure no di mangiare una caramella zuccherata, e a svolgere qualsiasi attività con uno strumento costantemente collegato al proprio corpo.
Nella cura del Diabete tp 1 diventa fondamentale la presenza di un supporto psicologico che aiuti le diverse figure coinvolte: i genitori dei bambini a evitare il sovraccarico emotivo legato alla paura della morte, alla consapevolezza della cronicità e ai vissuti ansiosi della terapia; i ragazzi adolescenti a diventare autonomi nella cura e a gestire il vissuto di dipendenza dall’insulina, diametralmente opposto al vissuto di ribellione tipico di questa fase di vita; le persone adulte a gestire le preoccupazioni legate a scelte di vita specifiche (ad es. la gravidanza).

Dimensioni fondamentali della cura diventano dunque la convivenza con il bagaglio emotivo che la patologia comporta e la consapevolezza che ogni scelta fa la differenza. Sulla propria vita.
C.
